Tutte le aziende che si occupano di packaging in PET non dovrebbero pensare che il lightweighting, cioè il processo di alleggerimento di tutti gli imballaggi primari, secondari e terziari, sia una tendenza degli ultimi anni.
Vanno valorizzati gli sforzi della ricerca industriale compiuti nel decennio passato, grazie ai quali, dal 2000 al 2011, il peso medio di una bottiglia in PET da mezzo litro è sceso da 16,9 a 9,89 grammi, una riduzione del 47,7%.
Dal punto di vista tecnico, il processo di alleggerimento delle bottiglie ha permesso di risparmiare circa 1,5 miliardi di kg di plastica.
Inoltre, secondo l'Association of PET Container Resources (Napcor), negli ultimi otto anni il tasso di riciclo del PET usato per recuperare nuove bottiglie per l'acqua è raddoppiato, raggiungendo il 38,04%.
L'esigenza di alleggerire il PET ha viaggiato parallela all'obiettivo di non intaccare le prestazioni del prodotto finale, perché le aziende devono rispettare le specifiche dell'imballaggio (resistenza, impermeabilità e stabilità) per preservare la purezza e le caratteristiche native del liquido alimentare.
Guardando ai dati numerici, nel 2018 il 40% degli imballaggi per bevande prodotti nel mondo era realizzato in PET, polietilene tereftalato.
Il mondo si aspetta una domanda di contenitori in PET in crescita del 3,9% tra il 2018 e il 2022.
Il riutilizzo è quindi un'esigenza più che mai pressante, con i produttori che puntano a raggiungere l'obiettivo di usare il 30% di plastica riciclata entro il 2030.
Il processo di produzione di preforme e bottiglie in PET richiede energia e consuma olio idraulico, difficile da smaltire.
Inoltre alcune bevande (come tè, succhi di frutta, latte) richiedono la sterilizzazione del contenitore, che ha bisogno di più energia e impiega acqua e prodotti chimici.
Servono quindi nuovi processi di trasformazione per migliorare le prestazioni ambientali della produzione di PET.
Il programma LIFE è lo strumento di finanziamento dell'Unione Europea per l'ambiente.
L'obiettivo generale di LIFE è contribuire all'attuazione, all'aggiornamento e allo sviluppo della politica e della legislazione ambientale dell'UE cofinanziando progetti pilota o dimostrativi.
Dal 1992 LIFE ha cofinanziato circa 3104 progetti in tutta Europa, in tutta l'UE, contribuendo con circa 2,2 miliardi di euro alla tutela dell'ambiente.
Negli ultimi anni i partner di questo progetto hanno sviluppato una macchina prototipo con i seguenti requisiti:
Una configurazione rotativa di produzione delle preforme per iniezione-compressione, prima al mondo, ha significato che:
In questo modo le proprietà chimiche e fisiche del materiale vengono preservate. Questo significa che si può usare una quantità maggiore di polimero riciclato e che il peso della preforma si riduce del 4-5%.
Tutto ciò riduce al minimo i costi delle attrezzature e consente una riduzione dell'olio idraulico.
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Il confronto tra vecchia e nuova tecnologia delinea un quadro molto chiaro: per produrre 1 kg di PET vergine servono 1 kg di petrolio, 8,5 litri di acqua e 23 kWh di energia.
Nel 2012, per la produzione di contenitori in PET per bevande, sono stati consumati 2,401 miliardi di tonnellate di petrolio, 20,4 miliardi di litri di acqua e 55 GWh di energia.
Con la nuova tecnologia produttiva sviluppata all'interno del progetto LIGHT-PET, l'alleggerimento dell'imballaggio è stimato tra il 4 e il 6%.
Un processo innovativo che permette di lavorare il polimero con una degradazione minore rispetto a una macchina convenzionale, e che lo rende particolarmente adatto al PET riciclato e ad altri materiali biodegradabili come il PLA (acido polilattico, uno dei biopolimeri più noti sul mercato).
Quando il polimero viene iniettato nello stampo, il maschio galleggia e questo riduce drasticamente le forze in gioco. Oltre a ridurre il costo delle attrezzature, questo semplifica la manutenzione eliminando completamente l'olio idraulico e la fase di cambio olio.
Grazie al condizionamento in forno, il consumo energetico complessivo si riduce del 30-35%.
Il PET è il polimero che svolge il ruolo più importante nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riciclo fissati per gli Stati membri dalla Direttiva 2019/04/UE:
Le politiche europee sull'uso del PET riciclato nelle applicazioni a contatto con gli alimenti stanno aprendo un campo più ampio, ma la diffusione di quella direttiva a livello dei singoli è piuttosto lenta.
Nel progetto LIGHT-PET sono state condotte prove di stampaggio con percentuali variabili di materiale riciclato.
Come sottolineato dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), l'Europa deve innovare e trovare soluzioni che riducano il fabbisogno complessivo di minerali, metalli ed energia, attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi materiali.
Il progetto LIGHT-PET è in linea con le politiche della Comunità europea proposte per ridurre la quantità di acqua usata nell'industria attraverso un cambiamento dei processi produttivi esistenti e il passaggio a tecnologie più efficienti.