La plastica sta progressivamente sostituendo gli altri materiali di imballaggio per i prodotti detergenti.
Partiamo da un'analisi ampia del mercato attuale e dalle stime sull'andamento dei prossimi anni.
Il consumo mondiale di plastica per l'imballaggio dei prodotti del settore detergenza domestica dovrebbe crescere con un tasso medio del 4,7% all'anno, sostanzialmente in linea con quello registrato nell'ultimo decennio.
La stima per il 2022 è di 21,3 milioni di tonnellate.
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La crescita maggiore sarà appannaggio dei cosiddetti Paesi "emergenti", in particolare nel continente asiatico.
Questi sono alcuni dati sul consumo medio pro capite di detergenti nelle varie macroaree del mondo:
Gli Stati Uniti sono tra i Paesi con la maggiore penetrazione dei detergenti liquidi confezionati in contenitori di plastica.
La tendenza consolidata del mercato è quella di una progressiva sostituzione dei detersivi in polvere (con un'alternativa rappresentata da tablet o perle) con i detersivi liquidi, che per ovvie ragioni vengono proposti al consumatore in confezioni di plastica.
Analizzando i singoli Paesi si nota che negli Stati Uniti i detersivi liquidi hanno raggiunto una quota pari all'80% del consumo totale.
Una tendenza confermata anche in Europa e in quasi tutti i mercati dei Paesi emergenti, dove il detersivo liquido supera sempre di più le tradizionali polveri per il lavaggio.
In termini di qualità ed efficacia i detersivi liquidi hanno una forza pulente inferiore a quelli in polvere, perché non contengono candeggianti o altri solventi, ma offrono al consumatore altri vantaggi.
Prima di tutto sono meno aggressivi sui capi e hanno un impatto più delicato sui meccanismi interni delle lavatrici.
Inoltre, grazie alla loro solubilità in acqua, sono adatti al lavaggio di capi delicati o colorati, perché non contengono candeggianti, e si possono usare anche a basse temperature.
I vantaggi riguardano anche il benessere dei consumatori, perché producono meno effetti irritanti al contatto con le mani o con l'epidermide.
C'è poi anche un'evoluzione sul fronte della sostenibilità ambientale: la progressiva introduzione di detersivi liquidi più concentrati (anche in gel) per il bucato domestico permette di ottenere la stessa efficacia con meno prodotto, un modo per risparmiare sia sulla quantità di prodotto sia per ottenere una riduzione dell'imballaggio.
La plastica è il materiale più diffuso per produrre i flaconi destinati all'imballaggio dei detergenti domestici. Tra i polimeri più utilizzati ci sono il polietilene ad alta densità (HDPE) e il polipropilene (PP), oltre alla crescita recente ed evidente del polietilene tereftalato (PET).
La plastica, in pratica, sta sostituendo su larga scala il materiale tradizionale rappresentato dal cartone, che continua a essere usato per l'imballaggio primario dei prodotti in polvere o solidi (cristalli, sfere) e per l'imballaggio secondario.
Accanto ai flaconi di plastica per i detersivi liquidi si stanno diffondendo sempre di più anche i contenitori flessibili in plastica "stand up pouch", composti da più strati di film barriera accoppiati. I consumatori li apprezzano perché occupano meno spazio in casa, dato che la quantità di prodotto è ridotta.
Il packaging in PET, oltre a un costo inferiore per i produttori, offre il vantaggio di un peso più basso rispetto agli altri imballaggi, oltre al plus della trasparenza.
C'è poi un ulteriore aspetto, sempre in tema di sostenibilità: il concetto di economia circolare.
Per rispondere a esigenze etiche e a misure normative, i produttori usano sempre di più plastica riciclata per creare nuovi imballaggi, con un occhio ai progressi dell'rPET.