
Oggi siamo molto consapevoli dei danni che vengono arrecati al pianeta dallo smaltimento irresponsabile degli imballaggi di plastica usati. It ends up on our streets, in our fields and rivers, and ultimately in the oceans.
Le microplastiche, in parte frutto della degradazione della plastica nell'ambiente negli anni, si trovano ormai letteralmente ovunque. E gran parte della colpa viene attribuita all'industria della plastica.
Le riflessioni oggi tendono verso una graduale riduzione del PET vergine per ottenere un buon imballaggio.
Di seguito illustriamo le soluzioni che le aziende stanno adottando, in termini di sostenibilità ambientale, attraverso l'uso di materiali sostitutivi.
La plastica batte vetro e metallo sotto molti aspetti

I vantaggi fondamentali degli imballaggi in plastica rispetto alle alternative, in termini di impatto ambientale, sono piuttosto chiari. Per esempio serve molta meno energia per produrre unità di pari dimensioni rispetto ad alluminio o vetro, si consuma molta meno acqua nella loro produzione e nel processo si produce molta meno anidride carbonica.
Gli imballaggi in plastica monouso (SUP), tanto criticati, come quelli usati per frutta e verdura, possono ridurre il peso dell'imballaggio in transito e quindi abbattere le emissioni di carburante dei camion, oltre a migliorare l'igiene e ridurre lo spreco alimentare nei punti vendita.
Alcuni studi hanno anche dimostrato che, se gli imballaggi in plastica venissero sostituiti da altri materiali (non conformi), aumenterebbero sia il consumo complessivo di energia dell'imballaggio sia le emissioni di gas serra (GHG).[1]
Che cosa significa "materie prime rinnovabili"?
Una materia prima rinnovabile è un materiale che si rigenera rapidamente.
La canna da zucchero, per esempio, è una materia prima rinnovabile perché si produce e si riproduce naturalmente in un ciclo a ogni stagione.
Le plastiche derivate dalla canna da zucchero, così come quelle di origine vegetale, sono definite bio-based o rinnovabili.
Come si misura la componente rinnovabile
Per valutare questo aspetto si usa di solito il BCC come unità di misura, cioè il contenuto di carbonio di origine vegetale (Biobased Carbon Content).
Più alta è la percentuale di BCC all'interno del polimero, più piccola è la percentuale di emissioni di CO2 nell'ambiente.
Packaging in PET: materiali alternativi, dal GREEN PET all'rPET

Green PET
Il PET petrolchimico è composto per il 30% da idrocarburi (etanolo) e per il 70% da acido tereftalico.
Ancora oggi non esiste un PET totalmente di derivazione vegetale: se infatti l'etanolo può essere sostituito da un componente di fonte rinnovabile, l'acido tereftalico di derivazione petrolchimica è insostituibile.
Il risultato è un PET bio-based al 30% in massa.
Il BCC del Green PET è inferiore a quello del PE, complessivamente il 20%, pur garantendo una riduzione delle emissioni di CO2 nell'ambiente pari al 30%.
Dal punto di vista meccanico ed estetico, il Green PET mantiene le caratteristiche principali del PET.
rPET
L'rPET è PET ottenuto attraverso la rigenerazione delle bottiglie in PET riciclate.
Il materiale di base deriva da bottiglie post-consumo e da scarti industriali di bottiglie in PET.
Il processo bottle-to-bottle comprende:
- La selezione attraverso processi automatizzati
- La rimozione automatica delle etichette e la selezione per colore
- Il lavaggio
- La tecnologia di granulazione, il processo di lavaggio e la decantazione, dopo la quale vengono separate le diverse pezzature dei granuli
Il rigranulato di PET può poi essere personalizzato con master colorati o trasparenti da usare per la produzione di altre bottiglie.
Riciclare le bottiglie in PET per nuove produzioni dà un contributo importante alla riduzione delle emissioni di CO2.
Materiali alternativi diversi dal PET
Green PE
Il Green PE è un polietilene bio-based disponibile nelle versioni LDPE, LLDPE e HDPE.
Chimicamente è un polietilene, e quindi ha le stesse caratteristiche meccaniche e fisiche di un PE petrolchimico.
Il Green PE è miscibile e riciclabile con il PE petrolchimico.
Viene usato sia per produrre bottiglie sia per produrre tubetti.
rPE
L'rPE si basa, non esclusivamente, sullo stesso processo di riciclo delle bottiglie di plastica post-consumo.
Come per l'rPET, anche l'rPE mantiene le prestazioni tecniche del PE vergine, garantendo un'ottima lavorabilità.
Le bottiglie prodotte in r-PE hanno un colore grigio coprente, che le distingue da quelle prodotte con materiale vergine. Per questo motivo, per renderle più attraenti, si consiglia l'uso di coloranti o la personalizzazione tramite decorazione[2].
[1] Fonti:https://www.sipasolutions.com/en/magazine/previous-issue/download/53
[2] Fonti: https://www.pibiplast.com/company/think-green/?lang=en
Contact Us

